Pietro Scidurlo, questa volta “a ruota libera” sulla Francigena

Pietro Scidurlo, questa volta “a ruota libera” sulla Francigena

1024 683 Agnese Amato

Il racconto di Giulia D’Angeli, che insieme a lui ha vissuto l’esperienza sulla via Francigena, dopo un lungo periodo di riposo forzato il pellegrino che ovunque passa, realizza un angolo di mondo per tutti. Pietro è l’animatore dell’associazione Free Wheels, di recente diventata aderente AMODO.

Non mi piace parlare di Pietro Scidurlo come una persona che tenta imprese e fortunatamente, non piace nemmeno a lui. Nella sua storia, ben raccontata nel libro “Per chi vuole non c’è destino” di Terre di Mezzo Editore, non ci leggo dolore ma redenzione e resilienza. Certo, la sofferenza è un viaggio da fare e ognuno di noi ha la sua, la differenza risiede nell’uso che ne facciamo e Pietro è stato un ottimo “investitore” di speranza, possibilità e sogni. Dopo la sua prima esperienza in handbike lungo il Cammino di Santiago a cui ne seguirono altre in carrozzina e la stesura di una guida universalmente fruibile sempre di Terre di Mezzo Editore, le persone che avevano accantonato anche solo l’idea di poter fare un’esperienza di questo tipo, sono partite e anzi, sono pure arrivate e poi ripartite.

Altre si sono fermate, volevano semplicemente dimostrare a se stesse che potevano farcela comunque all’interno di una società che ci incasella, ci sottovaluta perché legata “al bello” più che “al giusto”. Ma signori, se una società non è per tutti, siamo noi a non essere alla sua portata o è essa? Pietro non ha mai corso, non ha mai calciato un pallone ma è stato ed è un campione in pari opportunità. Insieme alla sua associazione Free Wheels, che avanza grazie alla vincita di bandi europei, sponsor, donazioni e volontari, ha reso accessibili diversi cammini e a percorrerli sono state persone a mobilità ridotta, dializzati, trapiantati, celiaci e famiglie con bambini.

L’ultimo progetto, “A ruota libera”, reso possibile grazie alla vincita del bando regionale “L’impresa fa cultura” da parte di Area, Land Comunicazioni, Forma-Tec e Free Wheels, diventerà un web-doc collegato ad un e-book che racconta il suo viaggio lungo la Via Francigena laziale da Acquapendente a Roma. Il documentario diretto da Marco Neri, affiancato da Eros Achiardi, Eugenio Barzaghi e Valerio Muscella, non vuole essere una cornice perfetta dei luoghi attraversati ma vuole raccontare la forza e la fragilità dell’uomo, il confronto con se stesso e gli altri e i momenti di luce che possiamo apprezzare dopo aver conosciuto quelli di buio. A tal proposito, una citazione del film Vanilla Sky mi è tornata in mente: “perché senza l’amaro, amico mio, il dolce non è tanto dolce”.

Sarà proprio questo il senso del cammino condiviso per la prima volta con la sua compagna Giulia, anche lei scrigno di un forte vissuto. Sono state tante le città attraversate, tutte ricche di storia, arte e cultura come per esempio Viterbo con il quartiere medievale di San Pellegrino, Sutri con Villa Savorelli dove all’interno della stessa è presente un bosco secolare di elevata suggestione chiamato il Bosco Sacro e Montefiascone con la Rocca dei Papi. In ogni tappa Pietro ha incontrato punti critici, li ha affrontati da solo e con Giulia ma non vi svelo come perché lo vedrete presto. Fare un viaggio significa condividere la strada andando sempre avanti senza sapere cosa accadrà, a prescindere da cosa accadrà. E non è forse questa la vita vera!?

 

Per approfondimenti:

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https://www.aruotalibera.eu/

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