Lo scatto dolce di Alessandra Bonfanti, Legambiente ed Alleanza Mobilità Dolce

Lo scatto dolce di Alessandra Bonfanti, Legambiente ed Alleanza Mobilità Dolce

1024 768 Agnese Amato

Un intervento pubblicato sul numero 3/2020 di QualeEnergia riflette sulla necessità  e urgenza di puntare su mobilità dolce, turismo sostenbile, natura e piccoli borghi, non solo per rilanciare il turismo ma anche come progetto di territorio, economia green e natura, secondo l’esperienza di AMODO e le attività di Legambiente.

La necessità di distanziamento fisico dettato dall’emergenza sanitaria della pandemia ha ridefinito i parametri della socialità contemporanea rilanciando la domanda di natura, salubrità dei luoghi,  condivisione culturale e sociale fuori dagli assembramenti.Questa tendenza sommata all’incertezza degli spostamenti fuori frontiera sta caratterizzando la stagione estiva di quest’anno verso un turismo di prossimità e domestico, con una forte connotazione verso la sostenibilità e la mobilità dolce. 

Anche per questo l’estate 2020 è diventata l’estate dei Borghi, dei cammini e delle vie storiche, della montagna e del turismo lento e quello che era un fenomeno in crescita è esploso, indicando un importante vettore di rilancio economico per i luoghi del disagio insediativo e produttivo, ma ha anche da subito visto emergere le contraddizioni del turismo di massa e la necessità di costruire un modello di fruizione attento alla tutela e sostenibilità ambientale.

Dal Nord al Sud della Penisola sta infatti crescendo la domanda di trekking, viaggi in bici, vacanze a piedi, in canoa o a cavallo, nell’entroterra, tra borghi e cammini storici e itinerari ciclabili che continuano a crescere, una tendenza che nei primi fine settimana della riapertura ha generato un vero assalto alla montagna, ai parchi e un diffuso malessere per le comunità locali alle prese con una difficile ripresa e la ricerca di un modello diverso di crescita e turismo.

Se è vero che la spesa turistica domestica è stata valutata da un’indagine di Demoskopika intorno ai 20,6 miliardi, di cui la metà pari a 9,8 miliardi di euro,  a beneficio di quattro sistemi turistici regionali di Lombardia, Veneto  Emilia-Romagna e  Lazio, è anche vero che ancora non ci sono chiare misure organizzative e procedure per evitare che proprio  le località turistiche più piccole diventino focolai di contagio e molti operatori del settore, tra i più colpiti dalla crisi economica legata al lockdown, non sono sicuri di riuscire a rientrare e gestire la stagione e per questo il settore necessita di indicazioni, programmazione e strumenti a medio e lungo termine.

L’emergenza Coronavirus costituisce infatti un duro colpo anche per la mobilità dolce e il turismo responsabile, un sistema che stava muovendo i suoi primi passi e che rischia di tornare al punto di partenza. Anche la mobilità collettiva è a rischio di una forte riduzione dell’offerta e incremento dei costi che potrebbe produrre l’aumento del traffico motorizzato e quindi di un  ulteriore aggravio dell’inquinamento ambientale diffuso.

Emerge con forza l’urgenza di accelerare una transizione verso lo slow tourism coinvolgendo i territori, le regioni, le unioni montane, i piccoli comuni, le province, gli enti parco, insieme ai volontari, operatori ed esperti del settore, le imprese pubbliche e quelle private per riuscire a contare nelle politiche che il Governo sta costruendo per indirizzare le tante risorse economiche per il rilancio anche nelle aree interne e sui temi della mobilità dolce che può a pieno titolo essere considerata un settore della green economy italiana. 

Scarica qui e leggi per esteso l’intervento di Alessandra Bonfanti