L’impegno di CGIL e Comitato per la riapertura della ferrovia Sicignano Lagonegro

L’impegno di CGIL e Comitato per la riapertura della ferrovia Sicignano Lagonegro

830 561 Agnese Amato

Un commento di Rocco Panetta, Presidente Comitato riattivazione  ferrovia Sicignano-Lagonegro, svolto in occasione del convegno tenuto il 3 ottobre 2020. Il Convegno organizzato a Lagonegro, il 3 Ottobre scorso, dalla CGIL Trasporti delle Regioni Basilicata e Campania e dal Comitato riattivazione ferrovia Sicignano-Lagonegro  ha evidenziato la concreta volontà del Parlamento e del Governo di riaprire al traffico ferroviario la linea dopo oltre 33 anni di sospensione. Il 9 Ottobre sono iniziati i sopralluoghi sulla linea dei tecnici di una società d’ingegneria, incaricata da RFI, per la redazione di uno studio di fattibilità legato all’utilizzo dei fondi europei del Recovery Fund, che richiede progetti immediatamente cantierabili, tra i quali può e deve essere compreso quello della riapertura della linea che, non elettrificata,  sarà la prima linea “green” d’Italia,nel Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni, con l’utilizzo di treni a celle combustibili, alimentati ad idrogeno, come avviene già in Germania ed avverrà, a breve, anche in Austria. 

Lo studio di fattibilità è finalizzato al collegamento, con un unico biglietto ferroviario, secondo le Normative europee,  tra treni regionali(da e per Lagonegro) e treni a lunga percorrenza (Intercity e Treni Alta Velocità),in coincidenza, a Sicignano, Battipaglia e Salerno. La Regione CAMPANIA, al contrario, ha deliberato(Delibera n.232 del 19/05/2020) nell’ambito del Patto per lo sviluppo della Regione Campania, di spendere 1.700.000 euro per uno studio di fattibilità per la riapertura della linea solo ai FINI TURISTICI, né ha provveduto, fino ad oggi, ad attivare le corse degli autobus del Servizio sostitutivo di Trenitalia, di sua competenza ,da e per Lagonegro, in coincidenza con le corse dei treni Intercity, sulla relazione Taranto-Roma, pagati dallo Stato, che fermano alla stazione di Sicignano dal 22 Giugno 2019 su disposizione del Ministro dei trasporti dell’epoca, Toninelli su richiesta del Comitato. 

La Regione BASILICATA, dal suo canto, non si è attivata per chiedere ad RFI di accelerare la fine dei lavori in corso alla stazione di Sicignano, su input del Senatore Castiello, per consentire la fermata del treno Frecciarossa 1000, in circolazione tra Taranto e Milano, finanziato dalla medesima Regione, per consentire anche agli abitanti del SUD Basilicata  di fruire dell’Alta Velocità, visto  che per gli abitanti del Materano ci sono 2 fermate (Metaponto e Ferrandina) a 20 chilometri di distanza tra loro. La Regione Basilicata non si è nemmeno attivata, presso RFI, per chiedere l’AZZERAMENTO del pedaggio che pagano Trenitalia ed Italo ad RFI per i Treni Alta Velocità in circolazione tra Salerno e Potenza  che, invece, è stato chiesto ed ottenuto da RFI solo per la tratta tra Salerno e Reggio Calabria, contrariamente a quanto assicurato dal Presidente Conte nel corso della sua visita a Vallo della Lucania, su richiesta di 100 Sindaci del Cilento e del Vallo di Diano. 

In conclusione, anche se è triste dirlo, si può affermare che le possibilità di riapertura al traffico ferroviario di questa linea sono legate – ESCLUSIVAMENTE –  alla sua posizione geografica rispetto alle altre linee percorse da Treni ad Alta Velocità ed alla circostanza che in  Italia esistono due imprese ferroviarie(Trenitalia ed Italo) in competizione tra loro su questa fascia del mercato ferroviario per i passeggeri. Durante gli ultimi  33 anni di sospensione del traffico ferroviario la lobby del trasporto passeggeri su gomma  ha continuato e continua ad essere accontentata per quanto desidera,  sia dalla Regione Campania che dalla Regione Basilicata e penso che, purtroppo, ciò avvenga anche nel resto d’Italia.