La Legge 24/2026: un passo avanti per i cammini

La Legge 24/2026: un passo avanti per i cammini

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AMODO guarda con interesse alla Legge n. 24 del 13 febbraio 2026 che rilancia i cammini italiani destinando fondi (anche se limitati), istituendo una cabina di regia e proponendo standard di qualità per questa modalità di mobilità dolce.

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Nel dettaglio la legge concepisce i cammini come un modo concreto per far vivere i paesi e le comunità delle aree interne, favorire la tutela del paesaggio e dell’ambiente, proporre un turismo più lento, sostenibile e rispettoso della cultura dei luoghi e favorire il benessere psicofisico. La legge dovrebbe favorire anche l’accessibilità, per rendere i cammini fruibili anche a persone con disabilità, un impegno quanto mai necessario secondo AMODO. Infine, cerca di ribadire un concetto che da tempo viene dibattuto tra gli addetti ai lavori: la qualità dell’accoglienza, cioè cura e accoglienza dei camminatori, chiarezza delle informazioni, presenza di servizi lungo il percorso.

Viene anche istituita una Banca Dati dei Cammini d’Italia presso il Ministero del Turismo: una mappa digitale che integra informazioni sulle principali caratteristiche dei cammini, pensata per “orientare il potenziale fruitore” (cioè aiutare davvero chi deve scegliere e organizzarsi). Per chi cammina significa poter consultare informazioni più chiare su tappe, caratteristiche del percorso, servizi presenti e livello di organizzazione. Per essere inseriti nella banca dati i cammini dovranno rispettare degli standard di qualità: sicurezza, segnaletica, manutenzione, accessibilità.

Come detto, un passo avanti ma il rischio della riduzione di questi percorsi ad esperienze svuotate di valore culturale e spirituale rimane. I fautori del “cammino profondo” temono la trasformazione dei sentieri storici in prodotti di consumo svuotati di significato, ribadendo che non si possono applicare logiche aziendali a percorsi nati storicamente per devozione e per esigenze di mobilità diversissime da quelle attuali. La legge pone alcuni criteri e degli obiettivi importanti ma saranno gli operatori del settore a fare la differenza.

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