Trent’anni di Treno Natura con il CETFER di Università di Siena – 17 maggio, Torrenieri

Trent’anni di Treno Natura con il CETFER di Università di Siena – 17 maggio, Torrenieri

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Si è appena conclusa il 17 maggio 2026 la Giornata Nazionale Ferrovie delle Meraviglie 2026 di AMODO in occasione della Festa del Treno per celebrare i trent’anni di attività del Treno Natura, un traguardo che racconta non solo la longevità di un progetto di turismo lento, ma anche la capacità di un territorio – la Val d’Orcia – di riconoscere nel proprio patrimonio ferroviario un elemento identitario, culturale e paesaggistico. Nato a metà degli anni Novanta grazie alla collaborazione tra Provincia di Siena, l’Associazione Ferrovia Val d’Orcia e le comunità locali, il Treno Natura ha trasformato una linea sospesa all’esercizio ordinario in un laboratorio di valorizzazione territoriale, anticipando di decenni il dibattito contemporaneo sul riuso delle ferrovie storiche.

La tratta Asciano–Monte Antico, cuore pulsante del progetto, fu inaugurata tra il 1872 e il 1876 come parte del grande disegno ottocentesco di collegamento tra l’entroterra toscano, la Maremma e il porto di Grosseto. La linea, tortuosa e panoramica, seguiva l’andamento naturale delle colline, attraversando poderi, pievi romaniche, boschi di lecci e il corso del fiume Ombrone. Per decenni rappresentò un’infrastruttura essenziale per il trasporto agricolo e per la mobilità quotidiana delle comunità rurali, fino al progressivo declino degli anni Settanta e Ottanta, quando la competizione stradale ne ridusse l’utilizzo e la sventurata politica del taglio dei “rami secche” ne decretò la chiusura.

La rinascita arrivò nel 1996, quando il convoglio a vapore tornò a muoversi tra le stazioni di pietra, restituendo al pubblico l’esperienza del viaggio d’epoca. In trent’anni, migliaia di viaggiatori hanno riscoperto la Val d’Orcia facendo del Treno Natura un modello nazionale di turismo ferroviario, un esempio di come la tutela del patrimonio tecnico e la cura del territorio possano convergere in un’esperienza sostenibile, educativa e profondamente evocativa.

Per un giorno il borgo di Torrenieri si è animato, trasformandosi in una piccola capitale del turismo ferroviario, grazie allo stage a bordo del Treno Natura del Corso di formazione in Cultura e Turismo Ferroviario (CETFER) dell’Università di Siena. Il corso, attivato nell’A.A. 2025/26 e svolto interamente online in modalità asincrona, è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione FS Italiane. Alla presenza dei 183 partecipanti, interessati ad approfondire la cultura ferroviaria e il settore dei treni storici e turistici, ambito in forte crescita ma ancora poco presente nei tradizionali percorsi didattici, il direttore di Fondazione, Luigi Cantamessa, e il Sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli, hanno fatto il punto sulle politiche di sviluppo delle ferrovie storiche. L’iniziativa risponde alla crescente attenzione verso il turismo ferroviario, sviluppatosi in Italia soprattutto dopo la nascita della Fondazione FS nel 2013 e di FS Treni Turistici Italiani nel 2023, realtà che hanno riportato al centro il valore delle ferrovie storiche come strumenti di valorizzazione territoriale.

L’Ing. Luigi Cantamessa ha ricordato che a quasi 9 anni dalla promulgazione della legge sulle ferrovie storiche, la L. n. 128 del 9 agosto 2017, lo slancio iniziale di investimenti e iniziative che ha favorito lo sviluppo dei treni turistici lungo alcune ormai consolidate tratte storiche, sembra essersi inaridito. Affinché anche altri territori ricchi di patrimonio ferroviario storico, come la Sardegna e la Sicilia, possano cogliere le opportunità del settore, è necessario rilanciare il programma di finanziamenti. Concetto ribadito dal Sen. Silvio Franceschelli che non ha mancato di ricordare le necessità di mobilità sostenibile del territorio.

Il CETFER, articolato in 9 lezioni per un totale di 30 ore e aperto a tutti senza requisiti di titolo di studio, attribuisce 12 crediti formativi universitari. Il corpo docente riunisce studiosi ed esperti del settore: Stefano Maggi, Marco Antonelli, Eleonora Belloni, Pietro Fattori, Vittorio Ferroni, Andrea Giuntini, Gabriele Romani e Michelangelo Vasta. Visto il successo della prima edizione, il corso sarà riproposto anche nell’A.A. 2026/27. Il bando sarà pubblicato a settembre sul sito dell’Ateneo, con scadenza per le domande fissata a dicembre. La quota di iscrizione è di 100 euro.

Il treno storico, partito da Siena alle 9:05, ha attraversato le Crete Senesi e la Val d’Orcia fino a raggiungere Torrenieri intorno alle 11:18, accolto da un pubblico numeroso di appassionati, famiglie e fotografi. L’ingresso in stazione della locomotiva sbuffante, con il suo ritmo lento e il profumo di carbone, ha offerto come sempre uno spettacolo suggestivo, capace di riportare indietro nel tempo e di rinnovare il legame tra il territorio e la sua storia ferroviaria.

Parallelamente, il centro del paese – da sempre punto di riferimento lungo la Via Francigena – si è animato con stand gastronomici, prodotti tipici, artigianato locale e giochi tradizionali per bambini. La Pro Loco ha organizzato un pranzo su prenotazione, molto partecipato, mentre nelle vie del borgo si sono susseguiti mercatini e attività pensate per coinvolgere visitatori e residenti.

Tra le iniziative più apprezzate anche il trekking panoramico di circa sei chilometri, partito alle 12:00 e guidato da accompagnatori esperti. Il percorso ha offerto ai partecipanti una vista privilegiata sulle colline che circondano Torrenieri, nel cuore del paesaggio UNESCO della Val d’Orcia, confermando la vocazione del territorio per il turismo lento e sostenibile.

 

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