Ferrovia Santhià-Arona, l’Associazione Torino-Svizzera chiama il territorio alla mobilitazione

Ferrovia Santhià-Arona, l’Associazione Torino-Svizzera chiama il territorio alla mobilitazione

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Santhià-Arona nel dossier “Futuro Sospeso 2026”: basta indifferenza, l’Associazione Torino-Svizzera chiama il territorio alla mobilitazione.

Non è più tempo di attese passive o di studi rinviati. L’inserimento ufficiale della Santhià-Arona nel dossier nazionale “Futuro Sospeso 2026” di AMODO (Alleanza Mobilità Dolce) trasforma questa linea da “binario dimenticato” a emergenza nazionale. L’Associazione “Ferrovia Internazionale Torino-Svizzera” (AFITS OdV-ETS) accoglie questo riconoscimento non come un punto di arrivo, ma come l’ultima chiamata per le istituzioni. “L’inserimento nel dossier AMODO smaschera l’indifferenza politica”, dichiara con fermezza il Presidente Achille Chiari. “Non accettiamo più che la nostra linea sia considerata un ‘ramo secco’. È un’infrastruttura di ‘gronda’ vitale per l’Europa, essenziale per connettere il Mar Ligure e il bacino industriale torinese con la Svizzera. Chi decide di lasciarla abbandonata si assume la responsabilità di isolare il Piemonte dai corridoi internazionali TEN-T”.

L’assurdo scacco matto alla mobilità.

Perché i cittadini dovrebbero smettere di essere indifferenti? I numeri descrivono una realtà inaccettabile: tempi da secolo scorso: Oggi, raggiungere l’area torinese dal Verbano-Cusio-Ossola (VCO) via treno richiede 4 ore, contro le 2 ore di auto. Un isolamento forzato che obbliga migliaia di persone a intasare la SS142 e le autostrade A26 e A4. Un bypass negato: Mentre le linee attive soffrono per lavori di ammodernamento, la Regione e RFI tengono chiusa l’unica valvola di sfogo strategica: la tratta Arona Borgomanero, potrebbe garantire immediata resilienza operativa al sistema ferroviario regionale e dare ossigeno vitale alle imprese locali di trasporto merci, oggi soffocate dall’assenza di alternative valide alla gomma.

Appello all’Unità: “Svegliamo il territorio”
L’Associazione lancia un messaggio di rottura contro il silenzio istituzionale. “L’abbandono dei binari è un nemico comune che non ha colore politico,” incalza Chiari. “Invitiamo i comitati storici e le nuove realtà a unirsi in un unico fronte d’urto. Le attuali 3.650 firme sono solo l’inizio: dobbiamo diventare un grido unanime che la Regione non possa più ignorare. Uniti siamo un’istituzione che pretende risposte, divisi siamo solo rumore di fondo”.  L’Associazione rivolge un appello che non ammette più scuse alla Regione Piemonte e a RFI. Non è
più tollerabile attendere la fine del 2026 per l’esito del DocFap, già in grave ritardo. Il territorio esige interventi concreti e cantierabili ora.

Referente per la stampa: Michele Cimelli (Vicepresidente) – +39 340 982 2032
Presidente: Achille Chiari +39 346 36 76 008
Email: ferroviatorinosvizzera@gmail.com

Sito Web: https://www.ferroviatorinosvizzerablog.worpress.com/
Petizione: https://www.change.org/p/ferrovia-torino-svizzera-blog-riaprire-la-linea
ferroviaria-santhi%C3%A0-arona

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