L’ANELLO AZZURRO, una ciclovia che attraversa il litorale romano

L’ANELLO AZZURRO, una ciclovia che attraversa il litorale romano

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L’Anello Azzurro nasce come un filo sottile che ricuce paesaggi, memorie e comunità. È una ciclovia di circa cinquanta chilometri che attraversa il cuore del litorale romano, unendo quartieri, riserve naturali, siti archeologici e luoghi simbolo della storia del territorio. Ma soprattutto, è il risultato di una spinta civica che ha visto associazioni, residenti e realtà ambientaliste lavorare insieme per immaginare un nuovo modo di vivere e attraversare questi spazi.

Tutto comincia lungo la pista delle querce di viale Arno, dove cittadini e volontari hanno iniziato a prendersi cura di un tratto di verde dimenticato. Da lì, l’idea si è allargata, seguendo il corso dell’acqua e della storia: un percorso che collega Ostia Antica a Castelporziano, la pineta di Castelfusano alla costa, i resti di Ficana alle narrazioni dell’Eneide, fino a raggiungere Torvajanica e Pomezia. Ogni tratto racconta qualcosa: un frammento di paesaggio, un ricordo, un mito, un pezzo di identità collettiva.

Pedalando o camminando lungo l’Anello Azzurro si incontrano luoghi che appartengono alla memoria di tutti: il Castello Giulio II, gli scavi di Ostia Antica raggiunti attraverso il Sentiero Pasolini, la Grotta del Fauno, la Solfatara, la Villa della Palombara – la celebre Villa di Plinio – immersa nella pineta. E poi la Rotonda dello Zodiaco, il Pontile di Ostia, Tor San Michele, il Monumento a Pier Paolo Pasolini. È un viaggio che intreccia natura e cultura, archeologia e poesia, mare e campagna.

Il progetto ha raccolto l’attenzione delle istituzioni locali, che hanno riconosciuto il valore di un’infrastruttura capace di promuovere mobilità sostenibile, turismo ciclo-culturale e qualità della vita. Ma l’Anello Azzurro è ancora in cammino: restano tratti da completare, ponti da costruire, collegamenti da rafforzare. Le associazioni promotrici hanno individuato punti critici e proposte concrete, dalla manutenzione delle ciclabili esistenti alla trasformazione dell’ex ippodromo di Tor di Valle in un ciclodromo.

Oggi l’Anello Azzurro è molto più di un percorso: è un invito. Un invito a riscoprire il territorio con lentezza, a viverlo in modo sostenibile, a costruire insieme un futuro in cui mobilità, ambiente e cultura non siano compartimenti separati, ma parti di un’unica visione. È un progetto aperto, che cresce grazie alla partecipazione di chi lo percorre, lo sostiene, lo immagina.

Chi vuole farne parte può unirsi ai gruppi di lavoro, seguire gli aggiornamenti, contribuire con idee e proposte. Perché l’Anello Azzurro è, prima di tutto, una comunità in movimento.

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