In esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano, in occasione di questa nuova edizione dell’Appia Day curata dal Touring della Campania, la mattina trekking su un tratto della Via Appia nei pressi di Bisaccia e, nel pomeriggio, convegno nel Castello Ducale di Bisaccia sulla Via Appia.
La Via Appia: è un monumento unico, per la sua storia e le sue leggende, le sue rovine e suoi alberi, la campagna e il paesaggio, per la vista, la solitudine, il silenzio, la sua luce, le sue albe e i suoi tramonti … che nei secoli gli uomini di talento di tutto il mondo hanno amato, descritto, dipinto, cantato, trasformandola in realtà fantastica, in momento dello spirito, creando un’opera d’arte di un’opera d’arte (Antonio Cederna – 1953).
L’Appia Antica è stato un originale modello di collegamento viario capace di unire Roma e territori lontani. Più di 200 anni dopo l’Appia Antica torna ad essere uno straordinario raccordo capace di unire valori archeologici, paesaggistici, ambientali, culturali.
Bisaccia: arrivando verso la città, attraversando le verdi colline ormai punteggiate da pale eoliche, si intravede il maestoso castello che domina la città su uno sperone del monte Calvario. La città si trova a 860 metri sopra il livello del mare, per questo in inverno il clima è abbastanza rigido, mentre in estate le temperature si mantengono moderate. La città in realtà oggi è divisa in due, da un lato il centro storico, con le sue stradine che si inerpicano fino al castello e la parte nuova, costruita in seguito ai terremoti del 1930 e del 1980. Oltre al castello le altre cose da vedere sono il Convento, la Cattedrale in piazza Duomo e la chiesa dei Morti. Ritornando a “lu Castieddr”, il Castello Ducale, luogo simbolo della città, fu costruito dai Longobardi intorno alla seconda metà dell’VIII secolo in una posizione privilegiata al centro di altri castelli. I Longobardi lasciarono il castello all’arrivo dei Normanni guidati da Roberto d’Altavilla, fino al 1158 quando un sisma distrusse buona parte di esso. Ma la vita del castello continuò, infatti Federico II di Svevia lo fece ricostruire e diventò la sua riserva di caccia. Poi fu la volta degli Aragonesi e nel 1462 Bisaccia passò a Isabella, moglie di Federico d’Aragona. Ma i residenti celebri del castello non finiscono qui, la fortezza fu anche la dimora di Torquato Tasso. Verso la fine del 500 infatti il Castello ducale appartenne a Giovan Battista Manso, che ospitò il suo amico Tasso.
Ma la storia del castello che lo rende ancor più affascinante è legato ad una misteriosa principessa. La sua tomba oggi è conservata all’interno del museo che occupa un’ala della fortezza. La cosa che più colpisce è la ricchezza del suo corredo funerario, impreziosito di ceramiche di valore e gioielli, come i bracciali, sempre in numero dispari, ed il bastone, tutti elementi che indicavano una persona di alto rango che deteneva il comando. Nel museo, oltre a questa tomba di pregio, sono conservati altri reperti provenienti dagli scavi della grande necropoli che si trovava in zona cimitero vecchio e che sono collocabili tra l’età del bronzo e quella del ferro. Dal castello si inerpicano varie strade che formano il centro storico, ricco di palazzi e dimore storiche. Tra i vicoli, quasi inaspettatamente si apre la piazza, dove sorge la Cattedrale
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